Alette di pollo leggermente piccanti all’ Orvile.

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Diecimila chilometri in un mese.

Fatto.

(Non ci avrei mai pensato ad una montagna con un cuore vuoto.)

 

Al contrario del titolo questo è senza alcun dubbio l’anno delle rivelazioni. Rivelazioni spiazzanti a cui di sicuro non sei preparato, anche se dici in giro che ormai dalla vita ti aspetti di tutto.. invece no! grave errore sottovalutare l’ironia della sorte. Un po come quando da piccoli si scopre che babbo natale non esiste.. ci rimani male.. ti crolla tutto un mondo addosso.. il mondo che gli altri ti hanno fatto vedere. Ti crolla tutta la fiducia verso questi “altri”. E anche se fai finta di fregartene alle fine ci pensi e ti sembra inutile fare i duri per tutta la giornata se poi la notte frigni come una bambina di 5 anni che per natale non ha avuto la villa di barbie.

La vita ti sorprende.. sempre. Ti butta giù.. e poi ti riprende e poi ti ributta giù e poi ti riprende di nuovo e a volte ti senti come uno straccio su un corridoio troppo lungo.

 

Nobody loves me!

Love ain’t done nothing for me…


That wasn’t love, Precious.

 

Ausente cuando presente,

presente cuando ausente,

siempre tú y otro.

(A. Jodorowsky)

Strani i posti dove a volte i sogni riescono a portarti, strane le dimensioni e i tempi.

Da stamattina mi torna spesso in mente questo flashback di un sogno di pochi giorni fa: sono al mare con persone che lì sento amiche, tutte sdraiate in ordine in verticale verso la riva. Prendo il mio telo per sdraiarmi vicina a loro ma non trovo posto.. allora mi faccio un posticino vicino ad una persona.. ma stiamo tutte strette. Mi alzo, prendo il mio telo giallo e mi piazzo lontano e in orizzontale vicino alla riva. Mi giro verso il mare e vedo un’onda altissima sopra di me, spettacolare per i suoi colori e quasi mi incanto ad osservare tutte le sue sfumature a partire dal giallo poi il verde fino ad arrivare al celeste e poi al blu. L’acqua brilla illuminata dai raggi del sole. Ma l’onda viene verso di me, allora prendo il mio telo e mi allontano veloce e per poco non mi prende. Mi rigiro verso quel gruppo di persone e noto che una è stata presa in pieno. Sorrido mentre è sconvolta e ha ancora i capelli mossi in faccia. Mi vede. La guardo e le sorrido. Poi mi giro e vado via.

Ieri ho sentito al Tg regionale che la laveria Lamarmora di Nebida si sta sbriciolando sotto i colpi delle tremende bordate delle onde del Golfo del Leone. Lentamente e in silenzio si sta sbriciolando. Abbandonato a se stesso, come tanti monumenti italiani. E’ un posto legato a dei ricordi che terrò sempre nel cuore.

Ripenso al sogno fatto.

Sto in silenzio, ascolto, osservo, non mi pronuncio, non torno indietro e non vado avanti, penso.. penso e mi torna in mente una frase letta in un blog prezioso: “Ci vuol coraggio a prendersi parecchio buono, niente di più facile che cancellare tutto”. La rabbia è così  facile, più difficile invece è riuscire a prendere il buono che è rimasto e andarsene via prima di crollare sotto un’onda.

A volte mi chiedo chi mi abbandonerà prima:  il cuore o il cervello. Altre volte invece non ho alcun dubbio sul secondo.